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5 DICEMBRE GIORNATA MONDIALE DEL SUOLO. FACCIAMO ABBASTANZA PER GARANTIRE LA SOPRAVVIVENZA DEL GENERE UMANO SU QUESTO NOSTRO PIANETA? SEMBRA PROPRIO DI NO!

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Anche quest’anno il 5 dicembre si è celebrata la Giornata Mondiale del Suolo e il rito ufficiale si è concluso come al solito con una serie di denunce, di proclami e di promesse. Al contrario questa problematica richiederebbe una attenzione straordinaria vista anche la moltitudine di implicazioni che essa comporta e che spesso, politici ed amministratori pubblici distratti ed impreparati, non valutano con la dovuta attenzione.

Il suolo si forma per disgregazione ed alterazione delle rocce e rappresenta un ambiente dinamico essenziale per la vita sulla Terra, è proprio grazie al suolo ed ai suoi abitanti spesso invisibili che si chiudono cicli della materia come l’Azoto, il Carbonio, il Fosforo e lo Zolfo fondamentali per mantenere in equilibrio il Pianeta , è la sua fertilità che permette alle piante di prosperare e di produrre i frutti e i raccolti, è sempre il suolo che grazie a meccanismi complicati depura il nostro Pianeta.

Una miriade di organismi e di microorganismi popolano gli strati più superficiali del terreno, si scontrano e alcuni si ostacolano ma anche collaborano fra di loro in un sistema vivente complicatissimo del quale ancora oggi non conosciamo tutti i vari aspetti ed equilibri. Resta il fatto che senza il suolo e le sue straordinarie caratteristiche la vita come la conosciamo non sarebbe possibile .  Dobbiamo capire che la trasformazione della roccia in suolo richiede tempi lunghissimi non misurabili con le nostre vite, il processo coinvolge reazioni chimiche, biochimiche e biologiche in uno scenario per noi molto difficile da capire ma che vive e si organizza con sistemi naturali estremamente efficienti e che, alla fine, portano alla formazione di questa cosa straordinaria sulla quale noi viviamo, ci muoviamo e della quale, un giorno, torneremo a far parte. Le comunità viventi all’opera che lavorano e trasformano la materia, anche per il nostro benessere, sono una miriade e sono costituite da batteri, funghi, protozoi, attinomiceti, animali di vario tipo, virus, alghe che si localizzano e operano trasformazioni  principalmente negli strati più superficiali del suolo impiegando anche decenni per completarle , altro che materiale inerte come spesso, purtroppo, lo consideriamo!

L’uomo è entrato prepotentemente in questo scenario apportando modifiche ed alterazioni profonde, ha usato il suolo per scopi agricoli, abitativi, industriali preoccupandosi quasi nulla di quello che stava modificando:beata ignoranza!  Oggi i risultati sono molto preoccupanti e la giornata del Suolo vorrebbe portare tutti noi ad una maggiore consapevolezza e ad operare scelte conseguenti ma, di fatto,  quello che sta succedendo anche in Italia va esattamente nel senso opposto e riguarda l’uso dei suoli, il loro sfruttamento, l’inquinamento ed il loro consumo.

Negli ultimi decenni le pratiche agricole hanno portato ad una drastica riduzione della fertilità residua anche a causa di un eccesso di fertilizzazione chimica ,   fertilità residua che rappresenta il vero patrimonio  agronomico e biologico che dovrebbe essere conservato in “cassaforte” per garantire la vitalità dei suoli per il futuro. Al contrario abbiamo sfruttato colpevolmente questo deposito per aumentare la produttività  senza ascoltare i tanti segnali che arrivavano e che, agronomicamente, vanno sotto il nome di “stanchezza” del terreno ma anche di riduzione del valore alimentare dei prodotti.

A complicare il quadro si è anche aggiunto un eccessivo consumo che sta portando i nostri territori ad una sorta di collasso da deficit di spazi liberi e coltivabili, il suolo non è un bene rinnovabile, dovremmo ricordarlo.. Ogni volta che sottraiamo spazi al controllo della Natura ricoprendo tutto con colate di cemento e nastri di asfalto oppure con il rilascio di sostanze tossiche, di fatto, impediamo la vita di organismi indispensabili anche per la nostra salute e per la nostra sopravvivenza.

In Italia l’Impronta Ecologica di noi cittadini vale circa 4 ettari di suolo, vale a dire che ognuno di noi necessita di 40.000 mq per le proprie necessità alimentari, energetiche e di smaltimento dei rifiuti ( negli USA il valore è pari a 7 ettari, in Cina 2,2, in India 0,9, in Kuwait 10,5 ). Come ho già avuto modo di dire noi siamo 60 milioni di abitanti che moltiplicato per 4 equivale a 240 milioni di ettari per sostenere la popolazione, la Superficie italiana  è pari a 30.133.800 ettari ( lascio a voi le considerazioni del caso). Eppure tanti politici “illuminati” continuano a blaterare della necessità di importare persone per cui mi chiedo cosa capiscano del  nostro territorio che sono  chiamati a  governare, cosa hanno imparato a scuola e quali competenze e conoscenze abbiano al di là della pura e semplice ideologia. (E qualcuno  di loro ha militato in formazioni politiche che usavano il termine Ecologia nella loro caratterizzazione e denominazione).

Economia e demografia, discipline lontane e avulse dalla realtà territoriale ed ecologica, stanno decidendo il destino delle nostre comunità, il nostro futuro e la nostra salute, errore imperdonabile. Il quadro è a tinte fosche in tutta Europa dove il consumo continua a crescere nonostante alcune lievi flessioni ed in Italia “. I dati della nuova cartografia SNPA mostrano come, a livello nazionale, il consumo di suolo sia passato dal 2,7% stimato per gli anni ’50 al 7,6% del 2016, con un incremento di 4,9 punti percentuali e una crescita percentuale del 184% . In termini assoluti, il consumo di suolo ha intaccato ormai 23.039 chilometri quadrati del nostro territorio” ( Fonte ISPRA – Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi eco sistemici . Edizione 2017.

Credo che, ancora una volta, molti, troppi cittadini non vedano e non sentano altro che le sirene del profitto e la classe politica attuale  si pieghi  a questa logica distruttiva che però movimenta un fiume di denaro e di interessi di vario tipo, il resto non conta . La situazione è evidentemente fuori controllo e credo che ogni persona di buon senso possa capirlo visto che oggi l’impronta ecologica globale supera del 50% la biocapacità del Pianeta, cioè la Terra non riesce a rigenerare quanto consumiamo ( fino a 50 anni fa, quando eravamo circa 2 miliardi, era esattamente l’opposto ,  oggi siamo quasi 7,5 miliardi). La soluzione che i “padroni del mondo” propongono, come detto all’ultimo incontro internazionale sul cibo, è quella di iniziare a mangiare insetti e vermi, il cibo del futuro.

Noi, al contrario, crediamo che la prima cosa da fare sia lavorare sulla  consapevolezza collettiva e sulla conoscenza nonostante sia una via impervia per il condizionamento ormai esercitato dalla società dei consumi, dalle multinazionali e da chi opera scelte socio-politiche. La politica dovrebbe riacquistare il suo ruolo di indirizzo e di governo dei fenomeni ma, naturalmente, oggi i potentati economici sono predominanti e la politica, generalmente, piega la testa e obbedisce anche per una ignoranza profonda dei meccanismi bio – ecologici. Perdiamo spazi irreversibilmente, perdiamo produzioni alimentari, siamo a livelli bassissimi e preoccupanti di fertilità e di sostanza organica dei suoli, perdiamo in biodiversità, perdiamo in cultura e storia e viviamo in un ambiente degradato che causa malattie e morti: forse varrebbe la pena di fermarsi a riflettere, oltre alle giornate celebrative servono azioni immediate e mirate anche e soprattutto a sostegno di pratiche corrette di tutela e di miglioramento ambientale.

Qualcuno dirà che si sta facendo qualcosa a livello comunitario, qualcosa che a nostro parere è assolutamente deficitario. Urge una nuova strategia nazionale, scelte mirate su questi obiettivi, una salvaguardia ferrea di questo bene insostituibile, sistemi produttivi rispettosi degli equilibri e leggi idonee: chiediamoci quante sono però, oggi,  le persone disposte a investire e a combattere per questo? Se non aumenteremo la condivisione e la consapevolezza, dedichiamoci pure alla “politicamente corretta” giornata internazionale del suolo e dormire così sonni tranquilli con la pseudo coscienza dei tempi moderni  a posto, il futuro può attendere e altri dovranno confrontarsi con una problematica sempre più importante per la sopravvivenza dell’Uomo.

 

Franco Verzola

MBI

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