davide golia dimenticare

PER NON DIMENTICARE: NOI, I DAVIDE , IERI COME OGGI, IN LOTTA CONTRO GOLIA.

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Movimento Base Italia è un piccolo Partito, nato dall’idea e dalla volontà di una Grande Donna, tenace come poche e determinata anche di più. Oggi, ad un mese dalla sua scomparsa, vogliamo ricordare alcune delle Sue battaglie che oggi più che mai sono le Nostre battaglie..

Era solo l’inizio: dalla base insieme per una grande ITALIA.

CARO GRILLO IL REFERENDUM ABROGATIVO DELL’EURO ESISTE GIÀ! PUBBLICATO IN G.U. N.207 2013 E TU LO SAI!

Caro Grillo, il referendum per abolire l’euro già c’è, e tu lo sai bene, ti abbiamo informato ancora ad ottobre del 2013, nonostante questo, il 4 dicembre 2013 a Genova urlavi dal palco che avresti posto in essere un referendum per abrogare l’euro, lo stesso ritornello che continui a fare oggi a Roma!!!!!!! il Referendum abrogativo dell’euro è già stato presentato da Movimento Base Italia il 3 settembre 2013 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 4 settembre 2013 cosa credi di fare, pensi ancora di poter infinocchiare tutti? Questo è il link http://www.gazzettaufficiale.biz/atti/2013/20130207/sommario.htm

L’iniziativa principale attualmente promossa dal Partito “Movimento Base Italia” è la raccolta firme per il referendum abrogativo dell’Euro. La nostra costituzione infatti riconosce ai cittadini la possibilità di sottoporre a referendum tutte le leggi ordinarie dello Stato. Come quasi tutti i giuristi, gli economisti e soprattutto i politici fingono di ignorare l’Euro in Italia NON E’ stato introdotto ratificando un trattato ( Maastricht venne infatti ratificato nel 1992) né è contenuto all’interno di una legge finanziaria: pertanto come qualunque altra legge ordinaria PUO’ essere ABROGATO. Il nostro partito è stato l’unico a cogliere per primo tale FALLA nel sistema euro tecnocratico che gira intorno all’UE. La falla è tutta lì: una legge ordinaria è suscettibile di abrogazione referendaria né potrà dichiararsi incostituzionale il referendum così promosso perché per quanto l’aver introdotto l’euro possa anche far parte di accordi sanciti a livello internazionale tra gli Stati purtroppo la moneta introdotta NON E’ quella voluta da Maastricht. Tanto basta per paralizzare ogni accusa di incostituzionalità dell’iniziativa proposta. Perché si può uscire dall’euro solo col referendum? Il Governo attuale, quello precedente (Letta) quello ancora prima (Monti) non solo sostengono la moneta Euro ma antepongono perfino alla stessa Costituzione italiana i trattati che via via hanno sottoscritto e ratificato giustificandosi col leit motiv :è l’Europa che ce lo chiede.  Leggi di più….

 

UNA BANCA PUBBLICA PER CITTADINI E IMPRESE. UNA CHIMERA? NO CE LO CHIEDE L’EUROPA…

Una banca pubblica per i cittadini e per le imprese. Non è una chimera, ma un progetto che può essere realizzato senza andare contro i Trattati. Francia e Germania lo hanno già fatto e utilizzano la loro Banca di Stato per erogare il credito alle imprese a bassi tassi di interesse. Può farlo anche l’Italia nel pieno rispetto delle normative comunitarie. Ieri è stata presentata a Roma da “Movimento Base Italia”,  insieme alla Senatrice Blundo (Movimento 5 Stelle)  che ha aderito all’iniziativa, una proposta di legge di iniziativa popolare che preveda l’istituzione di una banca di Stato per i cittadini e le piccole e medie imprese, insieme ai  tre referendum abrogativi per fermare l’operazione “Mare Nostrum”, sopprimere gli anatocismi bancari reintrodotti dal Governo Renzi e mettere fine alla disparità contrattuale tra marittimi italiani e stranieri, che mette in competizione i nostri marinai con quelli extracomunitari più appetibili dagli armatori per il loro basso costo causando una drammatica disoccupazione in questo settore strategico per la Nazione. Leggi di più…

 

REFERENDUM ABROGATIVO DOPPIO REGISTRO “MARITTIMO”

Il Comitato Nazionale di Movimento Base Italia con l’adesione di una Senatrice della XVII Legislatura, in data 07 Luglio 2014 presso la Corte Suprema di Cassazione ha presentato e firmato 4 referendum e una Proposta di Legge Popolare.

A tal proposito, riteniamo  precisare che, il Movimento Base Italia acronimo MBI, è stato l’unico ad aver sollevato nelle opportune sedi istituzionali la problematica della disoccupazione del settore marittimo italiano dovuta principalmente all’istituzione appunto del cosiddetto « doppio registro marittimo o registro internazionale » che favorisce l’ingaggio sulle navi di personale extracomunitario.

Difatti, nella legge in questione ( n. 30 del 27 febbraio 1998 ) esiste una evidente disparità di trattamento economico tra marittimi di nazionalità italiana e non.

Pertanto, essendo la retribuzione dei marittimi italiani decisamente più ” costosa ” per gli armatori, questi, inevitabilmente e forse anche giustamente a seguito dell’inefficiente contesto politico italiano, preferiscono ingaggiare forza lavoro extracomunitaria ad un costo minore sia in termini fiscali che contributivi, realtà che preclude i livelli occupazionali del settore marittimo italiano. Leggi di più…

 

MBI DENUNCIA: IL GOVERNO, IL GOVERNATORE DELLA BANCA D’ITALIA, IL CdA E GLI AZIONISTI, I MINISTRI, PRESIDENTI CAMERA E SENATO

Premesso che: l’articolo 1, comma secondo, della Costituzione dispone che “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione;

che l’art 47 della Costituzione precisa che “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme;  disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”;

che la Banca d’Italia è istituto di diritto pubblico, sin dal 1936 ed essendo investita per delega statale della funzione monetaria, le riserve auree- dalla stessa detenute- sono state costituite per conto dello Stato, a garanzia della prefata funzione.

Considerato che  tale obbligo di costituzione è stato imposto dalla normativa statale, (r.d. n. 204/1910; r.d.l. n.2325/1927; r.d.l. n. 812/1926), la proprietà delle riserve auree – pur sottoposta ad un vincolo di pubblico interesse – spettava all’Istituto di emissione, inizialmente come soggetto privato e , successivamente alla sua  trasformazione da società anonima a istituto di diritto pubblico, la Banca d’Italia VENNE AUTORIZZATA  a computare al proprio attivo le disponibilità in metallo (cfr. l. n. 14/1960; l. n. 867/1976), e la prefata autorizzazione  dimostra inequivocabilmente la non appartenenza delle riserve auree alla Banca centrale italiana bensì allo Stato;

che  detta semplice detenzione  è per altro dimostrata dall’art. 19, co. 10, L. 262/2005, che imponeva alla Banca d’Italia di mantenere la custodia ed esercitare poteri di carattere dispositivo, fino al momento in cui si fosse perfezionato il procedimento volto a rendere il capitale dell’Istituto a totale partecipazione pubblica;

che, con l’ingresso del nostro Paese nel SEBC, è cessato l’esercizio diretto ed in proprio della funzione di emissione monetaria da parte della Banca d’Italia, affidato alla gestione della BCE , alla quale sono state conferite  una parte delle riserve auree  italiane. Leggi di più…

Redazione

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