aumento iva

L’AUMENTO IVA AL 23% COSTERÀ 100 EURO IN PIÙ A FAMIGLIA, RICADENDO SULLE FASCE PIÙ DEBOLI COME I DISOCCUPATI E I PENSIONATI. LO AFFERMA LA CGIA

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L’aumento IVA al 23% costerà 100 euro in più a famiglia, ricadendo sulle fasce più deboli come i disoccupati e i pensionati. Lo afferma la CGIA

«Vista la situazione dei nostri conti pubblici è molto probabile che il governo – è la previsione della Cgia – non sarà in grado di recuperare entro la fine di quest’anno tutti i 19,5 miliardi necessari per evitare che, dal 2018, l’aliquota Iva del 10 passi al 13 e quella del 22 al 25 per cento».

Una mazzata «per le famiglie più povere, per gli artigiani, i commercianti e il popolo delle partite Iva, che vivono di domanda interna». Con un incremento di un punto Iva, per esempio, per un nucleo familiare di tre o quattro persone si tradurrebbe in un aumento di 100 euro l’anno dell’imposta, calcola la Cgia, con «ripercussioni negative sui consumi interni».

Non solo. Pensare di finanziare «la riduzione del cuneo fiscale con l’aumento dell’Iva» è un’operazione da scongiurare il cui costo ricadrebbe sui più deboli. Se a seguito di una riduzione del costo del lavoro, che Gentiloni ha promesso, «i vantaggi economici sarebbero di imprese e lavoratori dipendenti», il rincaro dell’Iva «lo pagherebbero disoccupati, inattivi e pensionati che dal taglio delle tasse sul lavoro non beneficerebbero di alcun vantaggio».

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